giovedì 25 settembre 2014








1

Nessuno, io lo giuro,
intese la resina, nessuno – propizia, medica -
l’oscura camelia aperta nel tuo lessico
né tantomeno
il forziere del suicidio serbante il relitto di una lieta pazzia;
eppure trasparente martorizzavi con le labbra
un cardellino passionale

non per me solo,

fatto d’aria e gli spilli ardenti
nei tuoi occhi.

Furono una notte vecchia a Napoli da cui tutte
Le strade partono per fuggire.

fino a fischiettare, tu, si,
Ragazzaccio che scalci i sassi e i miei pensieri
I piedi nudi, che non ti è facoltà
cacciarti alla taverna.

2

Miriadi di carri coperti
Si accasciavano oziando con le giare
Le mani dei mercanti alla seta
Ai seni delle donne

Al seguito dei baratti.
Sul pontile con l’ugula della luna la voce di una vecchia si risveglia
da un lungo torpore, il pontile, cespi di ginestracce
per gli occhi che si imbarcano e poi seguire
pazzi della morte – terra –
fauci in agguato.
<< Faccio luce, luce di specchio >>
Coperte le tue spalle
Da un avanzo di banderuola che fu una guerra
E che ora è un campo di segala Con le braccia ti facevo
cintura Per cento Notti e  i piccoli bengala
Guizzanti fra l’indice e il pollice
Come la grande sorpresa dove i poeti bagnano
La penna, chini ad essere
Sorgenti.

3

Fra il roseto e il desiderio
- brevi palpiti -
Le tue mani erano ferite ai calici delle mie notti
A me Un setaccio, a me l’oro degli sciocchi
Ogni luna in ogni pozzo.

Sorseggiai per te Le sillabe d’ebano stesse ai tuoi occhi per dire il
mai degli amanti, mai: valle
dove agonizzo

Con il mio fiume gemello.
La tua saliva nelle mie vene
Fino a che il sangue apparve trasparente la mia
Gola tagliata dell’anima
La tua luce ormai senza bocca per le mie perle di vetro.
mi promettesti, ci giocherò per sempre -
e mi promettevi di mentire.








Nessun commento:

Posta un commento

I COMMENTI SONO IN MODERAZIONE.
SARANNO PUBBLICATI SOLO DOPO MIA LETTURA.
GRAZIE, ELIA