giovedì 11 febbraio 2016

soldati

Foto di Sara Capomacchia















con la testa piena di parole
con la testa piena di dolore

con la mia testa piena di veleno
con la testa piena di storielle
con la testa piena di morale e di santità
che fare del veliero degli astri?
amico di cui non conosco il futuro, cantami eurialo, cantami di.

gli applausi sono caldi da bruciare
si levi il mitra, scardini i maschi dellimpero,
niente di meno
sono che questo rosario spezzato nella testa
con la mia testa piena di fandonie,
piena di silenzio
piena di rumore
con una partenza e
le piume di un abito indiano da cerimonia
con la testa piena di lettere damore
con la testa piena di alfabeti insoluti
con la testa piena di adrenalina,
di calendule, di volume e una mistica sfinita
della carne. ho centomila fiammiferi in testa
e sono fermo accanto al mio dio
e amori e occhi ho dentro, secchi di vernice, hanno riavvolto in me la fibra
ottica dellanima perché nessun messaggio
portassi oltre il sangue.
ma coshai nella testa, piccolo luccio che ridi?
e i pensieri a flotte assalteranno
i piedi del palazzo di sabbia
e la vallata fra i lillà carmini_ su due fronti
al nero gong dei rivi interiori al valalla interno
con la testa piena di così sia
e di arredi da ufficio.
con la testa piena di 
libertà,
frattali di polveri
francobolli, i rullo d'ali delle gru,
sigarette di importazione
lamiere nude,
e genesi,
con la testa piena di bellezza e di
bocche di latta, desiderio, uno strazio della fame, 
lampade per sperperare la verginità delle madonne doro nero
eserciti bizantini, sovranità romane
laceramenti
casbe
lingue rapprese su un
un pane acido,
amaranto,
carminio,
voli da un rifugio che non c'è, 
cieli di fiori secchi colati 
fiori di tabacco,
rantoli di spole di cotone, un comizio di alambicchi di fughe, novocaina, Illuminazione
Pubblica, wagner, 
le arance che rotolarono su di un verso di de andrè
in quell'estate torrida che imparammo a leggere i nomi delle stelle
abbracciando il ventre della cagna
che ci sfamava,
ugole tintinnanti
scie di satelliti alla deriva
pelli di muta.
coshai nella testa, dolce usignolo?

ordinotte damore_ solo una parola della mia lingua.
che significa luce? che significa liberami?
vuol dire luce. vuol dire cambia il giornale nella gabbia.
ma io canto.
e di calici lodanti. voi
non perdonate le buone morti ormai lucenti!
e volevano strapparmi le piume della coda
per le penne dei poeti della rivoluzione
a mi hanno preso a
schiaffi: inanimiamo la pena del suo cuore! neppure uno mi aveva mai colpito
ma loffesa della felicità
è un pugno di miglio nel calice della
notte e il resto mi hanno dato
in spiccioli.







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